I progetti speciali:

  • "Trumpet Evolution": questa proposta è interamente dedicata alla tromba e comprende brani tratti dal repertorio dei più importanti solisti e compositori tra cui Louis Armstrong (“When You’re Smiling”), Miles Davis (“So What”), Dizzy Gillespie (“Groovin’ High”), Don Ellis (“Parting”), e alcuni arrangiamenti originali di composizioni per tromba solista e orchestra (“Portrait Of A Count” dedicato a Conte Candoli, “I Remember Clifford” dedicato a Clifford Brown e “Concerto For Cootie” dedicato a Cootie Williams).
  • "The Big Band Era": progetto dedicato alla rivisitazione del repertorio delle grandi big band della swing era, dai brani più famosi delle orchestre di Fletcher Henderson, Glenn Miller e Benny Goodman, fino ai brani di Basie e Duke Ellington, negli arrangiamenti originali di queste orchestre.
  • "Big Band Today": si tratta di un programma variegato in cui l’orchestra è protagonista assoluta. Il repertorio comprende alcuni dei brani più significativi composti  e arrangiati da musicisti americani contemporanei, tra cui “Bird Count” di Maria Schneider ,”Runferyerlife” di Bob Mintzer e “Oleo” di Sonny Rollins (nell’arrangiamento di Mike Abene). Tra gli altri brani che completano la proposta, troviamo l’arrangiamento di Jim McNeely del celebre brano “Sing, sing, sing”, originariamente composto per la Carnegie Hall Jazz Band, due brani tratti dal repertorio della Big Phat Band di Gordon Goodwin e un brano dei Brecker Brothers arrangiato da Vince Mendoza.
  • "Movies!": repertorio dedicato alle più famose colonne sonore cinematografiche riarrangiate per big band: dai brani più celebri di autori italiani come Ennio Morricone e Nino Rota, fino a composizioni dei più importanti compositori americani come John Williams (“Star Wars”), Leonard Bernstein (“West Side Story”) e Henry Mancini (“Moon River”).
  • "Such Sweet Thunder": proposta dedicata alla suite “Such Sweet Thunder” composta da Duke Ellington e da Billy Strayhorn nel 1957 su commissione del Festival shakespeariano di Stratford, Ontario.  Questa suite viene unanimemente considerata come  uno dei massimi vertici artistici della lunga carriera ellingtoniana e comprende dodici brani ispirati ai personaggi e alle opere shakespeariane; da “The Star Crossed Lovers”, ispirato da Romeo e Giulietta, a “Lady Mac”, nel quale dipinge un ritratto della dark lady per eccellenza della produzione di Shakespeare, fino ai quattro sonetti, dedicati a quattro personaggi (“Giulio Cesare”, “Enrico V”, “Otello” e “Caterina”) delle opere del grande Bardo.
  • "Nutcracker" e "Peer Gynt": nel 1960 Duke Ellington incise una straordinaria versione delle suite di Tchaikovsky e Grieg, effettuando un vero e proprio lavoro di rilettura in chiave jazz di queste celebri pagine, affidando gran parte degli arrangiamenti al suo geniale collaboratore Billy Strayhorn, compositore tra i più importanti dell’intera storia jazzistica. Dell’opera di Grieg vennero affrontati l’intera suite n. 1 e un solo movimento della n. 2; questa rilettura, al momento dall’uscita discografica, provocò una reazione negativa della Grieg Foundation, che ne vietò l’esecuzione in Norvegia, Svezia e Danimarca fino al 1969.
  • "Sacred Concerts": una selezione di brani tratti dai tre concerti sacri che Ellington ha composto tra il 1965 e il 1973 per Big Band, coro e voci soliste.
  • "Rhapsody in Blue": compositore che è riuscito ad avvicinare il  mondo accademico a quello del jazz, George Gershwin è senza dubbio il personaggio che incarna meglio di chiunque altro la vera anima della musica americana nei primi decenni dei Novecento. Le sue composizioni più estese e le canzoni tratte dai musical, capaci di parlare a un pubblico senza distinzioni di estrazione culturale e generazione, ci offrono infatti uno spaccato esauriente del costume e dello spirito della società americana di quegli anni. L’omaggio a George Gershwin comprende alcune  fra le sue più note composizioni, a cominciare dalla celeberrima “Rapsodia in Blue”, eseguita in una versione originale arrangiata da Luca Missiti per Big Band e pianoforte solista, passando per un una suite tratta dall’opera “Porgy and Bess”, dedicata al mondo dei neri d'America e ispirata al romanzo di DuBose Hayward, fino ad arrivare ai preludi per pianoforte solista, ad alcune tra le canzoni composte per il teatro (“Strike Up The Band”, “Summertime”, “How Long Has This Been Going On”) e ad alcuni estratti dal poema sinfonico “Un  Americano a Parigi”.

Per rimanere sempre aggiornato, seguici sui nostri canali Social!